“Collect gold in times of trouble, collect jade in good times”: private market, public engagement and the protection of cultural property in the People’s Republic of China


Copertina-CTL-2017SIMONA NOVARETTI CDCT Working Paper 44-2017 / CTL 20
Il richiamo a “Realizzare il sogno cinese della grande rinascita nazionale” è divenuto, a partire dalla sua prima menzione, da parte del Presidente Xi Jinping, nel novembre 2012, il nuovo “manifesto politico” e la nuova “missione” (奋斗目标fendou mubiao) del Partito e dello Stato, nella Repubblica Popolare Cinese (RPC). Profondamente radicato nella comprensione cinese dell’evoluzione storica, lo slogan – che prende le mosse dai fasti del glorioso passato cinese, e si riferisce al tortuoso percorso che ha portato la Cina dall’umiliazione delle “Guerre dell’oppio” all’attuale “rinascita”, sotto la guida del PCC – non può non avere un impatto anche sulla politica nei confronti dei beni culturali.
Gli attori privati (privati cittadini, musei, ONG) hanno un ruolo, in questo processo? E’ possibile, per la nuova e sempre più numerosa classe dei collezionisti cinesi, contribuire alla tutela dell’immensa eredità culturale del proprio Paese? Quali strumenti giuridici possono essere utilizzati a tale fine?
In questo studio, analizzerò le modalità in cui, in questi ultimi anni, si è articolato il complesso rapporto tra pubblico e privato nella tutela dei beni culturali della Repubblica Popolare. In particolare, cercherò di comprendere fino a che punto la legalizzazione delle transazioni private e la creazione di un “mercato culturale” lecito abbiano reso meno onerosi, per il governo della RPC, il recupero e la protezione delle antichità cinesi, e se il sistema giuridico di quel Paese sostenga e incentivi il collezionismo privato “nell’interesse pubblico”, al fine di preservare il patrimonio culturale della “più grande nazione-fonte di beni culturali del mondo”.

SIMONA NOVARETTI – CDCT Working Paper 43-2017 / CTL 19
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