Le corti europee. La lingua: dei giudici o dei traduttori?


Copertina-ELCCDCT Working Paper 37-2015/ELC 21
Il multilinguismo presente nelle istituzioni e nelle corti europee determina una speculare difficoltà nell’elaborare normative, sentenze e documenti che mantengano coerenza di significato e continuità in tutte le versioni in cui sono redatti.
Il contributo intende evidenziare la complessità, lo stile e alcuni aspetti problematici delle sentenze emanate, rispettivamente, dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, alla luce delle sfide poste dalla traduzione. Tale analisi è affiancata da riflessioni su alcune critiche mosse all’approccio adottato in queste sentenze e sul ruolo dei traduttori nel mantenere o alterare la sostanza della normativa internazionale. Si affronta, inoltre, il problema di come la fedeltà al precedente linguistico e l’eccessivo scrupolo di omogeneità possano, eventualmente, compromettere l’efficacia e la coerenza della traduzione.
Infine, si analizzano alcune espressioni nate come ibridazioni o neologismi in ambito europeo o che, mutuate dal linguaggio giuridico degli ordinamenti nazionali, hanno successivamente sviluppato significati autonomi.

CDCT Working Paper 37-2015/ELC 21
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