Legiferare (e amministrare) in molte lingue


CatturaSILVIA FERRERI – CDCT Working Paper 25-2014/ELC15

La ricerca finanziata dalla Commissione Europea su Document Quality Control in Public Administrations and International Organisations ha messo in luce alcuni risultati interessanti, con qualche elemento di contraddizione. Infatti abbiamo constatato, da un lato, che l’esigenza di legiferare usando diverse lingue contemporaneamente è più estesa di quanto si pensi comunemente (l’India e il Sud Africa devono esprimere i comandi in molte lingue, la CEDU deve tradurre le sentenze in circa 38 lingue). D’altra parte, la lingua inglese avanza nel proprio predominio anche in seno alle istituzioni europee. Dati statistici di fonte UE indicano che una grande percentuale di documenti sono redatti in inglese, spesso da persone non madre-lingua. Questa circostanza influenza lo stile della legislazione. La lingua scritta e parlata a Bruxelles e Lussemburgo è al tempo stesso contaminata dall’uso di altre lingue e piena di neologismi creati appositamente per esprimere questioni di diritto europeo (ad es.“comitatologia”). Nel considerare gli accorgimenti adottati per garantire una effettiva corrispondenza tra le regole espresse nelle diverse lingue, abbiamo evidenziato il ruolo di un servizio centrale come la CIR, Commissione interna di redazione, in Svizzera o la Government Translation Unit presso l’ufficio del Primo Ministro in Finlandia. Questo meccanismo di supervisione governativa diventa più efficace se assistito da una istituzione come l’Institute for the National Languages of Finland. I membri di questa istituzione sorvegliano i mutamenti linguistici (compresi i neologismi) e cooperano con una rete di traduttori (ESKO) per la versione finlandese e svedese dei provvedimenti europei, allo scopo di mantenere una buona coerenza tra il linguaggio utilizzato in patria e presso le istituzioni europee. Il procedimento di co-redazione (redazione del documento finale attraverso progressivi accordi sulle diverse versioni linguistiche in maniera parallela) è raccomandato dai giuristi linguisti, ma impone taluni costi che non ne consentono sempre l’effettivo utilizzo, ad es. nella redazione di trattati internazionali (nel campo marittimo). Alcune agenzie specializzate delle NU organizzano conferenze successive alla stipulazione di trattati internazionali, per armonizzare le diverse versioni linguistiche tra diversi gruppi di Stati che condividono la stessa lingua (come nel caso dell’Austria e della Germania). Dal punto di vista empirico, i corrispondenti interpellati attraverso il questionario (presso varie istituzioni) hanno indicato con uniformità di adoperare strumenti di traduzione assistita da computer (CAT) comunemente e con profitto, specialmente quando siano disponibili banche dati in un settore specifico. L’addestramento dei traduttori deve perciò includere l’uso tanto di software che di banche dati che saranno strumenti comuni del loro lavoro.

CDCT WORKING PAPER 25-2014/ELC15
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