La lingua dei diritti arabi


CatturaROBERTA ALUFFI – CDCT Working paper 10-2012/CTL3

Sommario: L’arabo, come lingua giuridica, ha diverse dimensioni. E’ innanzi tutto la lingua del fiqh, la scienza giuridica islamica: tutti i giuristi musulmani, qualunque sia la loro madrelingua, usano l’arabo. Sulla base di questo patrimonio linguistico comune, gli Stati arabi hanno sviluppato le loro lingue giuridiche ufficiali, per rispondere alla sfida della modernizzazione. Hanno dato così origine a un certo numero di varianti nazionali di arabo giuridico, i cui vocabolari gradualmente divergono. All’interno dei confini dello Stato, esistono altre lingue che cercano di ottenere un qualche riconoscimento nel campo del diritto: è questo il caso del tamazit nei paesi del Nord Africa. Più in generale, l’arabo non è mai stato isolato, ma è stato costantemente in relazione con altre lingue. Da un lato, ha influenzato la terminologia giuridica delle diverse lingue del mondo islamico, come il farsi o il turco. Dall’altro ha preso a prestito dalle lingue europee, specialmente in conseguenza della esperienza coloniale. Attualmente, l’influenza dell’inglese come lingua che domina il processo di globalizzazione è chiaramente percepibile nel mondo arabo. Tuttavia, anche l’arabo gioca un ruolo importante a livello globale, in quantolingua ufficiale dell’ONU e di altre organizzazioni internazionali.

CDCT WORKING PAPER 11-2012/CTL4
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