Diritto con “caratteristiche cinesi” e società civile: la riforma della “Legge di Procedura civile della RPC” costituisce davvero un “grande balzo in avanti” per le “azioni nel pubblico interesse”?


CatturaSIMONA NOVARETTI- CDCT Working Paper 9-2012/CTL2

Sommario: Tra gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo di un sistema di azioni nel pubblico interesse ( 公 益 诉 讼 , gongyi susong) veramente efficace, le questioni processuali occupano, da sempre, un ruolo di primo piano. In particolare, secondo la maggioranza degli autori, sarebbe la rigidità delle norme che regolano il locus standi a costituire l’impedimento principale all’ingresso delle gongyi susong nel canale giudiziario, privando, di fatto, di tutela giuridica le vittime dei sempre più numerosi “danneggiamenti di massa, e impedendo anche la minima partecipazione della società civile alle scelte che la riguardano. Proprio per tali ragioni, l’“Emendamento della Legge di procedura civile della Repubblica Popolare Cinese (Bozza)” (中华人民共和国民事诉讼法修 正案(草案)Zhonhua renmin gongheguo minsusong fa xiuzheng’an (cao’an)), approvato il 24 ottobre 2011 dalla prima assemblea plenaria della ventitreesima sessione del Comitato Permanente dell’XI Assemblea Nazionale Popolare è stata accolto con tanto entusiasmo. La Bozza, infatti, all’articolo 8, prevede, per la prima volta nella storia della RPC, la possibilità di intentare azioni civili per la difesa del pubblico interesse. La stessa norma – seppure modificata, nel corso del secondo e del terzo esame a cui è stata sottoposta la Bozza, prima dell’approvazione definitiva – è divenuta ora il nuovo l’articolo 55 della Legge di Procedura Civile della Repubblica Popolare Cinese, entrata in vigore, nella versione emendata, il 31 agosto 2012. Si tratta di una disposizione che, già a partire dalla sua formulazione, disegna un sistema di gongyi susong molto differente da quello auspicato dai soggetti finora coinvolti in questo tipo di cause. Essa rappresenta, tuttavia, un progresso sorprendente, se si considerano le difficoltà incontrate, negli ultimi anni, dall’avvocatura per i diritti, e la crescente ossessione della leadership cinese per tutto ciò che possa, anche solo a livello ipotetico, essere fonte di instabilità; un’evoluzione considerata in modo positivo da numerosi commentatori, secondo i quali il sistema giuridico cinese avrebbe, finalmente, “aperto le porte” alle “azioni nel pubblico interesse”. Ma le cose stanno davvero così? Secondo le “Spiegazioni”, emanate dallo stesso Comitato Permanente, la nuova Legge di procedura civile sarebbe chiamata, tra le altre cose, ad “aderire al concetto di “stato di diritto con caratteristiche cinesi”, “sommare diligentemente l’esperienza nell’applicazione della procedura civile”, “contrastare le nuove situazioni e i nuovi problemi emersi nella pratica”, “promuovere i diritti processuali delle parti”, “tutelare l’imparzialità dell’amministrazione della giustizia”, oltre, ovviamente, a “promuovere l’armonia e la stabilità sociale”. Ma quale impatto potrà avere, sull’evoluzione delle “gongyi susong, l’applicazione delle nuove regole? In questo articolo esaminerò il nuovo articolo 55. anche alla luce del dibattito che ha portato alla sua approvazione. Tale analisi mi consentirà, inoltre, di gettare uno sguardo privilegiato su alcuni dei nodi cruciali di quella che è stata definita, dai commentatori, come una “revisione media” (中修, zhong xiu) della Legge di procedura civile.

CDCT WORKING PAPER 9-2012/CTL2
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